Grave situazione per i lavoratori della Melegatti

L’azienda dolciaria di Verona nota per la produzione del Pandoro natalizio che la stessa azienda brevettò a fine ‘800 si trova in una grave difficoltà ed è a rischio la produzione natalizia del delizioso dolce tipico. I lavoratori da due mesi non percepiscono lo stipendio e l’azienda ha chiuso due stabilimenti.

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70 dipendenti sono a rischio, cui si aggiungono 200 stagionali. La Melegatti è carica di debiti, lo scorso anno su un fatturato di 70 m milioni di Euro, ha contato debiti per 40 milioni e i fornitori sono in attesa di talmente tanti pagamenti che hanno smesso di fornire la materia prima per le lavorazioni. Recentemente la Melegatti ha deciso una diversificazione della produzione, aprendo un nuovo stabilimento per la confezione di brioches per decontestualizzare dal periodo natalizio la produzione e per fare questo ha ottenuto finanziamenti dalle Banche per 15 milioni.

La produzione, però, è andata avanti poco, le vendite non sono decollate e i soldi sono finiti presto: attività sospesa, macchinari e attrezzature reimballate, le Banche che si sono fatte più rigide ed esigenti richiedendo la restituzione dei debiti, la Melegatti è al collasso, sull’orlo del fallimento.

I consulenti dell’azienda vedono come unica soluzione la vendita ad un gruppo più grande e si avanza l’ipotesi della Ferrero ma tutto è ancora da determinare, si è solo a livello di ipotesi. Lo storico marchio Melegatti potrebbe sparire e di questo siamo dispiaciuti o, speriamo, essere acquisito da un’altra grande azienda. Forse a Natale non mangeremo il pandoro Melegatti.

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