Come aprire un b&b: la guida

Come aprire un Bed and Breakfast (B&B): la guida completa (in aggiornamento)

Aprire un Bed and Breakfast può essere una secondaria fonte di guadagno oppure la principale. Per affrontare questa attività basta conoscere a fondo come iniziare, quindi la legislazione che regola il b&b e come gestirlo. Inoltre specialmente in Italia è molto in crescita negli ultimi anni; sia le aperture di nuovi b&b sia di viaggiatori che preferiscono alloggiare nei b&b.

Cos’è un B&B

L’ abbreviazione B&B, sta per Bed and breakfast che letteralmente in inglese vuol dire letto e colazione. Si riferisce ad un tipo di struttura ricettiva informale, dove il turista alloggia e ha la prima colazione. La gestione è per lo più famigliare ed è meno costoso degli hotel o dei residence e un pò più costoso degli ostelli. Negli ultimi anni si è molto sviluppato grazie al contatto diretto che offre con le usanze e la cultura del posto che si visita, regalando al viaggiatore un’ esperienza unica. I Bed and breakfast sono regolati con la leggi regionali sul turismo tra il 2000 e la riforma del 2001 in Italia. Questo tipo di struttura ricettiva permette ai viaggiatori di risparmiare e alle famiglie di avere un’entrata in più in termini di soldi, inoltre da entrambe le parti offre l’opportunità di conoscere persone nuove e di instaurare amicizie anche durature nel tempo, di entrare in contatto con una realtà diversa e allargare i propri orizzonti. Ci sono leggi che regolano l’apertura di un b&b che è doveroso conoscere se si vuole aprire questa attività.

Aprire un b&b: le normative da conoscere

Le persone che decidono di aprire un b&b mettono a disposizione le stanze libere della propria abitazione, quindi ci sono molte leggi che regolano l’attività di b&b.
La legge più importante a cui bisogna fare riferimento è la riforma costituzionale del 29 Marzo 2001, che ha cambiato la legge che regola il turismo in Italia. Infatti la funzione legislativa in materia turistica per le regioni è stata fortemente ampliata. Quindi le regioni dal 2001 non sono più soggette a legge statali in materia turistica. Questa riforma ha introdotto il principio di sussidiarietà, in base al quale le competenze amministrative spettano agli enti più vicini ai cittadini. Quindi la regolamentazione dell’attività di bed &breakfast varia da regione a regione, semplicemente occorre guardare le norme della propria regione.
In linea generale per aprire un bed&breakfast basta comunicare l’inizio dell’attività al SUAP tramite la SCIA. Una volta c’era la DIA (Dichiarazione inizio attività) è stata sostituita dalla SCIA (Segnalazione certificata Inizio Attività) che permette di aprire immediatamente l’attività, grazie ad una procedura più veloce. Insieme alla SCIA è necessario presentare anche altri documenti : il codice fiscale del proprietario, la planimetria della casa, l’ubicazione della casa con il contratto di affitto o di proprietà. Anche qui i documenti da presentare non sono uguali in tutte le regioni.
Comunque l’apertura di un bed&breakfast non richiede la partita IVA e neanche l’iscrizione alla camera di commercio in quanto considerata attività saltuaria, quindi è necessaria la chiusura per alcuni mesi dell’anno. Alcune regioni consentono di aprire un b&b come attività imprenditoriale. Ma è sempre bene consultare le leggi della propria regione.
L’avvio delle pratiche e di controllo è compiuta dagli Uffici Turistici locali appunto per queste differenze tra regioni, ogni ente locale in base alla zona è soggetto a diverse leggi, quindi anche gli organi che controllano la regolarità dell’attività è affidata agli uffici locali.

Requisiti e gestione di un B&B

L’edificio usato come struttura di accoglienza per un B&B deve essere in regola con le norme urbanistiche- edilizia e con le norme igenico-sanitarie. Quindi ogni proprietario deve assicurarsi di essere in linea con le leggi regionali che regolano le strutture ricettive. In base alle regioni sono previste regole per il numero minimo e massimo di stanze che può essere da 3 a 6 camere fino ad arrivare in alcune regioni da 6 a 20 camere. Sono previste anche le superfici minime per ogni stanza, ad esempio la camera doppia ha bisogno di 14 mq la singola 8 mq e la tripla 20 mq. Le camere hanno bisogno di essere arredate con le cose principali (armadio lampada comodino presa della corrente) e la struttura necessita di una pulizia quotidiana.
La colazione è compresa nel prezzo che il cliente paga e devono essere prodotti senza manipolazione e preferibilmente prodotti di origine regionali.

Ogni regione la sua legge

Un riassunto in linea generale delle differenze per ogni regione del numero massimo delle camere per un bed and breakfast(il numero minimo per ogni regione è 3 camere) e il numero massimo di posti letto.

Ecco la tabella regione per regione:
Valle d’Aosta massimo tre camere con sei posti letto.
Piemonte massimo tre camere con sei posti letto.
Lombardia massimo tre camere con dodici posti letto.
Veneto massimo tre camere con dieci posti letto.
Trentino alto Adige in provincia di Trento massimo tre camere e in provincia di Bolzano massimo sei camere.
Friuli Venezia Giulia massimo quattro camere con otto posti letto.
Liguria massimo tre camere.
Toscana massimo sei camere con dodici posti letto.
Emilia Romagna tre camere con sei posti letto.
Marche massimo tre camere con sei posti letto.
Abruzzo quattro camere con dieci posti letto.
Umbria massimo tre camere con sei posti letto.
Lazio massimo tre camere con sei posti letto.
Campania tre camere con sei posti letto.
Basilicata massimo tre o sei camere con otto o dodici posti letto.
Molise tre camere con sei posti letto.
Puglia massimo sei camere con dieci posti letto.
Calabria massimo quattro camere con otto posti letto.
Sicilia massimo cinque camere con venti posti letto.
Sardegna massimo tre camere con sei posti letto.

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